martedì 29 agosto 2017

Recensione "Non un romanzo erotico" di Silvia Pillin

Titolo:

Non un romanzo erotico

Autore: Silvia Pillin
Prezzo Ebook: € 1,99


Trama:
"Ester e Adele sono sorelle come potrebbero esserlo il diavolo e l'acqua santa.
Ester è chiusa in se stessa e nel suo monolocale a tradurre romanzi erotici con grande sforzo: non si capacita di come i protagonisti di quei romanzi riescano a incastrarsi come contorsionisti in assenza di gravità.
Adele è aperta alla vita e all'amore in modo incondizionato e privo di barriere. Crede che amare se stessi in modo gioioso ed equilibrato serva per farsi amare allo stesso modo. Riuscirà Ester a lasciarsi curare dai baci-cerotto di Alessio, il caporedattore di cui è innamorata?
E Adele, come reagirà di fronte alle conseguenze del suo amore gioioso? "

Recensione:
Avete presente i romanzi erotici trash che vanno molto di moda in questo periodo? capite già dal titolo, che il libro di cui vi parlo oggi non è uno di questi.
Dopo una storia d'amore finita male, Ester è costretta ad affronta la tristezza e la solitudine del trovarsi sola, in una casa/scatoletta di tonno a tradurre il libro erotico più brutto che esista.
Passa le sue giornate lavorando con un'unica consolazione: le mail con velati doppi sensi del suo caporedattore Alessio.
Questo finché sua sorella Adele non irrompe nel suo mini appartamento pronta a tirarla su di morale, le due sono diverse come il giorno e la notte, in modo forse troppo esagerato secondo me.
La storia si evolve seguendo le classicità dei romanzi rosa, con ex che tornano, incertezze riguardo a nuove relazioni e un paio di colpi di scena.
Fin qui tutto abbastanza nella norma, ma voglio spiegarvi perchè questo libro mi è piaciuto in modo particolare.
In primis lo stile di scrittura, è molto ironico e scorrevole, poi mi ha affascinata il sottile riferimento al fatto che probabilmente si tratta di una romanzata autobiografia dell'autrice stessa, mi ha spinta a cercare di indovinare che cosa potrebbe essere vero e che cosa no, ed è stato molto stimolante.
Ma la cosa che più mi è piaciuta è che in questo libro vediamo un po' il dietro le quinte dell'editoria, diamo una sbirciata ai vari processi che portano alla nascita di un libro.
In più si parla anche della crisi dell'editoria e del dover dare al pubblico ciò che vuole, anche se si tratta di un orribile romanzo erotico.
Ester ha dovuto tradurre un libro che detestava perchè il lavoro è fatto di compromessi e sacrifici, il successo che ottiene il libro la coglie di sorpresa, lei per prima pensava fosse spazzatura, ma riesce ad aprirle le porte verso nuovi lavori.
Mi sono riuscita ad immedesimare nei traduttori, figure spesso dimenticate, ma dal ruolo veramente essenziale, Ester per tradurre il romanzo ha dovuto studiarlo, rifletterci, mettersi nei panni della scrittrice, sforzarsi di non cambiare il significato di ogni singola parola e di mantenere l'armonia tra una frase e l'altra.


Pensare che dietro ad ogni libro trash tradotto e distribuito nelle librerie ci sia un lavoro del genere solo per la traduzione, mi ha molto colpita.
Ho iniziato questo libro pensando di trovarmi davanti una lettura leggera e così è stato, però mi ha fatta anche riflettere il che è stato decisamente inaspettato.

Giudizio:

Personaggio Preferito:
Devo proprio dire Ester, perchè ha un modo di fare che ho sentito molto vicino al mio, sopratutto mi è piaciuta la sua ironia, in particolare quando parla della madre, donna estremamente cattolica.




2 commenti:

  1. Carino! Per quanto riguarda le traduzioni... L'anno scorso il nostro prof di francese ha invitato Luciana Cisbani per farci un mini corso su come lavora un traduttore: prima di quel giorno non avevo assolutamente mai riflettuto su quanto importante e delicato sia il compito di chi traduce.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. effettivamente sono cose a cui non si pensa e non se ne parla neppure, ma secondo me i traduttori meritano un po' più di considerazione!

      Elimina